Etichettatura dei prodotti alimentari: oggi e domani

Abbiamo appena salutato il primo giorno di validità della nuova legge che impone alle aziende che producono prodotti alimentari di iscrivere sull’etichetta dei prodotti stessi lo stabilimento di produzione ed ecco che nuove richieste e nuove normative sembrano dar notizia di sé all’orizzonte…

Cosa è cambiato recentemente

Pomodori, conserve, pasta e riso e diversi altri prodotti non potranno più essere venduti senza la specifica in etichetta della sede e dell’indirizzo di produzione o di confezionamento, sulla base del Decreto Legislativo del 15 settembre 2017 n° 145 che è stato promulgato con l’obiettivo di dare una risposta al made in Italy troppo avventato.

Cosa potrebbe cambiare ancora

E a fronte di questa operazione votata alla trasparenza altre richieste si fanno strada, come quella che vorrebbe che l’etichettatura si estendesse non solo ad indicare lo stabilimento di produzione o di confezionamento ma anche la provenienza di tutti gli ingredienti, soprattutto per quei prodotti che arrivano in Italia da paesi più o meno esotici e che vengono trasformati come “italiani” in uno stabilimento situato sul nostro territorio.

Le soluzioni di Zeta Soluzioni

In questo senso l’impegno più che decennale di Zeta Soluzioni tramite il prodotto Pulsar a sostegno della bontà delle informazioni può confermare la disponibilità della soluzione anche nel caso di eventuale inasprimento della normativa.

Le soluzioni Traxal di Zeta Soluzioni consentono infatti di gestire e riportare su ogni documento che riguarda i prodotti le informazioni necessarie per identificare tutte le fasi della produzione e dell’origine degli ingredienti che formano il prodotto stesso.

La ricerca di Zeta Soluzioni è dedicata alla più ampia capacità di tracciare le informazioni necessarie per definire la storia e la affidabilità del prodotto, nei diversi settori in cui Traxal viene utilizzato dai suoi clienti.

Per richiedere un’analisi gratuita della vostra situazione dal punto di vista della tracciabilità e della disponibilità delle informazioni scrivete a info@zetasoluzioni.it.

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Nuove etichette in arrivo per Pasta e Riso

NUOVE ETICHETTE IN ARRIVO PER PASTA E RISO

Il 2018 sarà un anno di sperimentazione.

Il Ministero delle Politiche e dello Sviluppo Economico ha infatti introdotto il decreto n° 113552/2017, della validità di due anni, allo scopo di uniformare in modo progressivo l’etichetta, garantendo maggiori garanzie ai consumatori.

Questa novità, introdotta dal legislatore, si articola principalmente nell’obbligo di indicazione dell’ORIGINE in etichetta per i seguenti prodotti alimentari (altro…)

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Traxal, la soluzione ideale leader nel settore Alimentare

TRAXAL, LEADER IN ITALIA E NEL MONDO

Traxal è la soluzione leader per i settori di applicazione della macellazione, delle carni, dei salumi e degli affettati in vascheria, per la lavorazione dei formaggi, dei prodotti ittici, da forno e gastronomici, per la produzione di formaggi, bevande, olio, aceto e ortofrutta nonchè per la logistica del settore alimentare e molteplici altre attività afferenti a tale settore.

Gestione della produzione, magazzini, rintracciabilità alimentare

Traxal è la soluzione completa per tracciare in modo semplice ed efficace la produzione in ogni azienda dei settori alimentari, dall’entrata delle materie prime sino alla uscita dei prodotti finiti.

Schede tecniche dei prodotti, controlli qualità, archiviazione digitale delle etichette, HACCP

Traxal gestisce schede tecniche di prodotto personalizzabili per cliente, nelle quali è possibile indicare i diversi tipo di etichette, codici a barre, descrizioni,

Indici di produttività e misurazione di efficienza degli impianti alimentari

La capacità di Traxal di connettersi a PLC e linee produttive consente di monitorare in tempo reale velocità e fermate degli impianti che vengono elaborate per ottenere gli indici OEE, parametri fondamentali per monitorare l’efficienza della fabbrica.

Analisi dei costi reali della produzione alimentare

Traxal utilizza la tracciabilità dei lotti per trsscinare in tutte le fasi produttive i prezzi di acquisto puntuali delle materie prime, dei materiali sussidiari, della manodopera e le spese generali per determinare i costi reali di ciascun articolo e lotto.

Logistica interna, magazzini grafici mappati, picking ed evasione ordini di vendita

Traxal è la soluzione ideale per migliorare l’organizzazione e l’efficienza della fabbrica alimentare.

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PASTA E RISO, nuove etichette in arrivo nel 2018

PASTA E RISO, NUOVE ETICHETTE IN ARRIVO NEL 2018

Il 2018 sarà un anno di sperimentazione.

Il Ministero delle Politiche e dello Sviluppo Economico ha infatti introdotto il decreto n° 113552/2017, della validità di due anni, allo scopo di uniformare in modo progressivo l’etichetta, garantendo maggiori garanzie ai consumatori.

Questa novità, introdotta dal legislatore, si articola principalmente nell’obbligo di indicazione dell’ORIGINE in etichetta per i seguenti prodotti alimentari (altro…)

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tracciabilità

10 suggerimenti per migliorare la tracciabilità dell’industria alimentare

10 SUGGERIMENTI PER MIGLIORARE LA TRACCIABILITÀ DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE

Come contribuire a migliorare la tracciabilità della catena di approvvigionamento ed evitare una crisi di autenticità alimentare?

L’azienda specializzata in diritto alimentare Roythornes ha stilato un elenco di 10 suggerimenti che i produttori di alimenti dovrebbero considerare.

Quindi, perché non mettere in pratica questi consigli per fare la differenza nella produzione di alimenti e bevande? (altro…)

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Come la tecnologia cambierà la tracciabilità nel futuro

QUAL È L’ORIZZONTE PER LA TRACCIABILITÀ ALIMENTARE?

Diamo un’occhiata a consumatori e alla tecnologia.

CONSAPEVOLEZZA “GREEN”

In primo luogo, i consumatori. I consumatori del futuro sono consumatori attenti. Non consumeranno più passivamente cibi sulla base di ciò che è disponibile, né acquisteranno senza pensare alle ripercussioni più ampie sui loro stili di vita. Il consumatore del futuro tenderà a pensare sempre più spesso al nesso tra cibo, acqua ed energia così come alla salute e al benessere. Riconoscendo come le sfide appartenenti ad un settore hanno effetto su tutti gli altri, come ad esempio, la modalità in cui l’insicurezza alimentare spinge ad avere cattive condizioni di salute, o come la scarsità di acqua dovuta ai cambiamenti climatici. I consumatori saranno più coscienti e agiranno con un occhio di riguardo circa l’impatto che le loro scelte avranno sul mondo che li circonda. Questo metterà crescente pressione al legislatore e all’industria, sempre più obbligati ad essere socialmente responsabili, impegnandosi in un commercio equo e nell’eliminazione delle pratiche di produzione alimentare illegali o non sostenibili. Senza tracciabilità, niente di tutto questo sarebbe possibile.

PERSONALIZZAZIONE… SICURA?

Allo stesso tempo, le prossime generazioni vorrebbero tenere traccia di tutti gli aspetti della vita utilizzando il monitoraggio personalizzato. Tuttavia, la portabilità e il monitoraggio non sono sufficienti. Vorrebbero anche che questi aspetti fossero personalizzabili, per soddisfare i loro gusti e stili di vita, come uno smartphone può essere personalizzato con le applicazioni per soddisfare i propri gusti. Si pensi ai nuovi distributori automatici di Coca Cola che possono combinare quasi 250 sapori sul posto: Quale sarebbero le implicazioni di sicurezza e di tracciabilità associati a tali tecnologie?

CONSUMATORI E INFORMAZIONE FAI-DA-TE

Infine, vi è la tendenza del cittadino informato. I consumatori del futuro attraverso internet e con i social media saranno in modo crescente (ancor più di oggi) suscettibili di decidere ciò a cui credere indipendentemente da ciò che la scienza ha da dire in proposito. La percezione dei consumatori è un grande pilota, in grado oggi di guidare l’innovazione nel settore alimentare: lo sarà ancora di più in futuro, perché il.

INFINE, LA TECNOLOGIA È ALL’ORIZZONTE.

Una tipica catena di approvvigionamento alimentare oggi è considerata lineare dai fornitori di materie prime agricole, passando dai produttori e trasformatori, fino ad arrivare ai distributori, poi ai rivenditori e, infine, ai consumatori. Tuttavia, la realtà è un complesso sistema di reti interconnesse che rendono decisamente più complessa la catena del valore.

Il numero di interfacce che il nostro cibo attraversa oggi è da capogiro.Senza la tecnologia ed i relativi progressi, la gestione di questa complessa rete non è solo difficile, è impossibile.

L’innovazione tecnologica sta per tradursi in un sistema di tracciabilità alimentare che diventerà onnipresente, da impianti nanochip che potranno autonomamente monitorare e tracciare il loro ospite – sia che si tratti dell’alimento, del consumatore o del carrello – per mezzo di smart card in grado di rilevare questi nanochip, per controllare, ad esempio, un cliente fuori da un negozio.

Ci saranno anche frigoriferi intelligenti in grado di rilevare quando un determinato alimento sta per esaurirsi (ad esempio, un cartone di latte appoggiato su un sensore di peso) ed automaticamente ordinare alimentari freschi attraverso Internet.

Che cosa succede se siamo in grado di programmare la tecnologia anche per rilevare il deterioramento o contaminanti, per far scattare automaticamente un allarme per il consumatore?

Questo potrebbe significare la fine della pratica attualmente in uso dell’utilizzo del codice con la data di scadenza. I consumatori potrebbero utilizzare i loro smartphone per la scansione di un codice a barre o altro strumento di comunicazione per identificare automaticamente l’origine dei cibi che stanno mangiando, così come qualsiasi altro valore informativo aggiunto.

La tecnologia del futuro non è solo intelligente, è “stranamente” intelligente. Ci sono attualmente in sviluppo tecnologie tracciabilità che utilizzano DNA, genetica, monitoraggio molecolare o radioisotopo per monitorare automaticamente, tracciare e testare i cibi mentre si muovono attraverso la supply chain. La chiave per le future possibilità è trasformare tutti questi dati in informazioni significative, utilizzarle per acquisire conoscenza ed agire sulla base di queste per acquisire una migliore comprensione del modo di produrre e consumare i nostri cibi. Un compito di certo non facile, ma necessario per il progresso della tracciabilità.

La linea di fondo per il futuro della tecnologia alimentare si riflette dalla seguente lista di luoghi comuni: “il futuro è in arrivo”, “nulla è permanente, ma è destinato a cambiare” e “le sorprese sono inevitabili, essere impreparati no”. Esistono molti driver che influenzeranno questo cambiamento: dalle norme sino all’industria e alla tecnologia. Ancora più importante, il futuro della tracciabilità è in una fase rivoluzionaria che rappresenterà molto più di un semplice “tenere traccia” degli alimenti. Riguarderà l’utilizzo di tecnologie sempre più complesse ed integrate, come sistemi di intelligenza artificiali sempre più onnipresenti, che saranno in grado di trasformare il modo in cui viviamo la nostra vita e sostenere noi stessi attraverso i cibi che mangiamo.

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Tracciabilità, la fonte di garanzia dei prodotti di successo

TRACCIABILITÀ, LA TUA FONTE DI GARANZIA

Molto spesso si pensa all’etichetta solamente come ad un oggetto di interesse del distributore, che ha permesso negli anni la semplificazione della vendita, soprattutto nei giganti della GDO.

In realtà la tracciabilità nel food è nata con lo scopo primario di essere un veicolo di sicurezza alimentare attraverso il tracciamento della provenienza del prodotto, è permesso al produttore di mettere in evidenza le caratteristiche del proprio prodotto e al consumatore di conoscere ciò andrà a finire sulla sua tavola.

Una valutazione fatta al positivo dunque, che nulla ha a che vedere con la discriminazione fra prodotti derivanti da zone geografiche diverse.

UNA STORIA BREVE… MA INTENSA

La prima procedura di rintracciabilità risale al 2002, quando il Regolamento CE n. 178 ha introdotto uno strumento che permettesse la totale consapevolezza nelle scelte dei consumatori, grazie alla “definizione dei principi e dei requisiti generali della legislazione alimentare, all’istituzione dell’Autorità Europea per la Sicurezza alimentare e delle procedure nel settore della sicurezza alimentare”. Questa novità ha permesso di seguire e ricostruire il percorso degli alimenti e delle materie prime destinate alla trasformazione e di tutte le componenti destinate a far parte di un alimento, attraverso tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione.

Pur avendo un passato molto recente, la disposizione UE sulla tracciabilità dei prodotti alimentari, ha definito un punto di partenza nella storia della sicurezza alimentare.

La rivoluzione portata dall’introduzione della tracciabilità è ancor più notevole oggigiorno: la sempre più crescente esigenza di prevenire adulterazioni o contraffazioni di prodotti è solo un esempio di quante garanzie possa dare questo tracciato.

Basti pensare ad una delle eccellenze fra i prodotti italiani: l’olio extravergine di oliva. L’obbligo imposto dall’etichetta di specificare luogo di origine della materia prima e sede del frantoio, tutela i consumatori da frodi di produzione non italiana, come ad esempio olio lavorato da aziende italiane all’estero oppure prodotto con materie prime estere. Il servizio di tracciabilità permette al consumatore da un lato di effettuare una scelta consapevole di acquisto “Made in Italy”, dall’altro la garanzia dei marchi DOP, IGT e IGP, sinonimi imprescindibili di qualità.

UN ESEMPIO DI ETICHETTATURA: L’OLIO DI OLIVA

Come già anticipato, l’olio di oliva rappresenta uno dei prodotti principi dell’economia italiana. Basti pensare che il nostro Paese si posiziona al 2° posto nel ranking degli esportatoti UE, dopo la Spagna, e al 3° posto per indice di produzione europeo (fonte: http://www.internationaloliveoil.org). Non è difficile comprendere quanto il tema della tracciabilità sia importante in questa tipologia di produzione, soprattutto sapendo che, nonostante questi numeri, l’Italia continua ad importare olio di oliva ogni anno dall’estero per soddisfare il proprio fabbisogno. Un settore che ha ancora una forte possibilità di crescita, con tutte le complessità che un buon tracciamento deve affrontare.

L’etichettatura di origine degli oli è disciplinata nel nostro Paese dal D.M. 9 ottobre 2007, il quale disciplina in via esclusiva gli oli d’oliva vergini ed extravergini, mentre gli altri oli, di qualità inferiore, sono stati considerati meno meritevoli di tutela, e dunque esclusi dalla tracciabilità della provenienza delle materie prime e della loro lavorazione. Quanto agli oli di livello superiore, anche in associazione al loro valore economico superiore, è stata ritenuta essenziale la totale conoscenza del luogo di provenienza da parte del consumatore.

Dunque, sulle etichette di oli vergini ed extravergini è obbligatorio riportare il luogo di coltivazione, di raccolta e di molitura della materia prima, ovvero delle olive. Non vi sono limiti geografici di produzione: i Paesi interessati possono essere europei o extra UE, l’importante è che vengano esplicitati in modo chiaro sull’etichetta e ordinati in modalità decrescente sulla base delle quantità da essi provenienti.

Inoltre, se l’oliva è stata coltivata in un Paese non coincidente con quello di molitura, sull’etichetta va riportata la seguente informativa:
“Olio estratto in (Paese dove è situato il frantoio) da olive coltivate in (Paese/i di coltivazione delle olive)”.

Infine, relativamente ai prodotti “Made in Italy”, solamente gli oli a denominazione protetta (IGT, DOP, IGP) possono riportare sull’etichetta la zona geografica di produzione, informazione che costituisce la garanzia del marchio stesso.

Continua a seguire gli aggiornamenti di Traxal per scoprire gli approfondimenti sulla tracciabilità di ogni settore food…

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